Il Preposto al Controllo Interno

  • Il Preposto al Controllo Interno è incaricato di verificare che il sistema di controllo interno sia sempre adeguato e pienamente operativo.
  • Un ruolo di significativa rilevanza nell’ambito del sistema di controllo interno è svolto dalla Direzione Internal Audit
  • Il Piano di Audit per l’esercizio 2011 prevede interventi di audit in 19 Paesi in quattro diversi continenti per oltre 20 mila ore di attività

Il Preposto al Controllo Interno – che il Consiglio di Amministrazione, a seguito del suo rinnovo, con il parere favorevole del Comitato per il Controllo Interno, per i Rischi e per la corporate governance e come da best practices, e su proposta dell’Amministratore incaricato del sistema di controllo interno, ha confermato nel responsabile della Direzione Internal Audit (Dott. Maurizio Bonzi) – riferisce del proprio operato al Comitato per il Controllo Interno, per i Rischi e per la corporate governance (al quale riporta funzionalmente) e al Collegio Sindacale e risponde gerarchicamente al Presidente del Consiglio di Amministrazione.

Il Preposto al Controllo Interno è incaricato di verificare che il sistema di controllo interno sia sempre adeguato e pienamente operativo.

Completano il sistema di controllo interno, un sistema di pianificazione e controllo, articolato per settore e unità operativa che, mensilmente, produce un dettagliato rapporto per la Direzione Generale affinché disponga di un utile strumento per sovrintendere alle attività specifiche.

Per il perseguimento delle strategie e degli indirizzi adottati dalla Capogruppo siedono, inoltre, nei Consigli di Amministrazione delle maggiori società controllate i Dirigenti aventi responsabilità strategica dell’impresa e i Dirigenti competenti per settore e funzione.

Inoltre, ha avuto piena implementazione la Funzione Group Compliance che riporta al Direttore Affari Legali, Societari e Group Compliance, separata dunque dalla funzione di Internal Audit, chiamata a collaborare con le altre funzioni del gruppo al fine di garantire il costante allineamento delle normative interne, dei processi e, più in generale, delle attività aziendali al quadro normativo applicabile.

La funzione Group Compliance, in linea con le best practices, ha il compito di assicurare il presidio del rischio di non conformità a leggi, regolamenti e in genere normativa anche di fonte autoregolamentare, al fine di prevenire sanzioni giudiziarie, amministrative, ovvero perdite finanziarie rilevanti o danni di reputazione.

Rende ulteriormente efficace il sistema di controllo interno, la procedura per la segnalazione delle violazioni, sospette violazioni e induzioni a violazioni in materia di leggi e regolamenti; principi sanciti nel Codice Etico; principi di controllo interno; norme e procedure aziendali e/o qualsiasi altro comportamento commissivo o omissivo che possa determinare in modo diretto o indiretto un danno economico-patrimoniale, o anche di immagine, per il Gruppo e/o le sue società.

La Procedura prevede espressa tutela contro ritorsioni di qualsivoglia genere nei confronti dei segnalanti o dipendenti che abbiano collaborato all’approfondimento in ordine alla verifica della fondatezza della segnalazione.

La Direzione Internal Audit

Un ruolo di significativa rilevanza nell’ambito del sistema di controllo interno è svolto dalla Direzione Internal Audit (come detto affidata al Dott. Maurizio Bonzi) la quale, anche per l’attività svolta nell’ambito delle controllate, ha il compito principale di valutare adeguatezza e funzionalità dei processi di controllo e di corporate governance di tutto il Gruppo, tramite un’attività indipendente di assurance e consulenza.

L’attività della Direzione Internal Audit si sviluppa in linea con il mandato ad essa attribuito e approvato dal Comitato per il Controllo Interno per i Rischi e per la corporate governance, relativamente ai seguenti aspetti:

  • missione;
  • obiettivi e responsabilità (indipendenza, accesso completo alle informazioni, ambito di attività, comunicazione dei risultati);
  • miglioramento della qualità dell’attività di internal audit; principi di etica professionale;
  • standard professionali di riferimento.

Il Direttore Internal Audit riporta gerarchicamente al Presidente del Consiglio di Amministrazione e riferisce al Comitato per il Controllo Interno, per i Rischi e per la corporate governance e al Collegio Sindacale e si compone alla data della relazione di 16 unità di 5 nazionalità differenti con un’esperienza media (escluso il Direttore Internal Audit) di 6 anni di attività nella funzione.

La Direzione Internal Audit opera sulla base di un piano di audit annuale preventivamente approvato dal Comitato per il Controllo Interno, per i Rischi e per la corporate governance. Il Piano di Audit per l’esercizio 2011 prevede interventi di audit in 19 Paesi in quattro diversi continenti per oltre 20 mila ore di attività.

Per la definizione del Piano di Audit, annualmente, vengono identificate le società e le funzioni aziendali “oggetto” di possibili interventi di audit, successivamente classificate in relazione alle esigenze di “copertura” e al grado di rischiosità delle stesse. Gli elementi per la definizione del ranking sono: (i) livello di controllo riscontrato nei precedenti interventi di audit effettuati presso la specifica società e/o unità organizzativa; (ii) fattore di “vulnerabilità” in funzione di specifiche valutazioni che tengano conto a titolo esemplificativo del rischio paese, del rischio mercato, della dimensione e complessità organizzativa, di recenti modifiche organizzative intervenute, della dimensione delle eventuali criticità rilevate, il tempo trascorso dall’ultimo intervento di audit (iii) incidenza della società sul Gruppo in relazione ai dati consolidati, a livello di risultato operativo o di capitale investito, nonché (iv) attività di risk assessment svolta nel corso dell’esercizio precedente.

Il Piano di audit non ha evidentemente una struttura rigida potendo lo stesso essere integrato nel corso dell’esercizio, in relazioni a specifiche esigenze di controllo.